Bella Mossa

Vivere con lo sport e sostenibilità

Attività fisica non è sempre sinonimo di palestra. Per perdere peso e tonificare il corpo non dobbiamo obbligatoriamente stipulare un abbonamento e rispettare il nostro turno per salire sul tapis roulant.

Certo, la supervisione di un istruttore specializzato ci fa sentire molto più tranquilli; tuttavia, per un motivo o per un altro, non sempre (e non tutti) possiamo andare in palestra.

Questo non vuol dire, però, che dobbiamo mettere da parte i nostri obiettivi e trascurare il fisico. È possibile, infatti, raggiungere buoni risultati anche in un habitat diverso, più comodo, meno affollato, e soprattutto a costo zero: la nostra casa!

Sono davvero tanti i mezzi di cui oggi disponiamo: possiamo persino scegliere di trasformare il nostro allenamento in un gioco divertente grazie a piattaforme come la Wii o la PS4, oppure, semplicemente guardando video di fitness su YouTube.

In questo articolo non vogliamo darvi una lista degli esercizi home fitness più efficaci; allo stesso modo, non abbiamo intenzione di mettere bocca sul numero giusto di squat e di push-up da fare al giorno, anche perché questo dipende molto anche da voi e dal vostro corpo!

Quello che, però, vorremmo fare è ispirarvi con alcuni suggerimenti su come rendere il vostro work-out casalingo una valida alternativa all’allenamento in palestra.

Conosciamo le difficoltà della home fitness. Sappiamo benissimo che affinché questa modalità di esercizio sia veramente incisiva, c’è bisogno di una forte determinazione e di una ferrea disciplina.

Sì, perché quando siamo in palestra non ci possiamo mica spaparanzare sul divanetto della hall, oppure fare una pausa in cucina e controllare cosa c’è in frigo? a casa, al contrario, è molto facile cadere in queste tentazioni.
Soluzione? adottare un atteggiamento spietato, ma non troppo!

Creare un programma di allenamento

Non lasciate al caso la vostra esperienza home fitness: create un programma di allenamento, e seguitelo coscienziosamente!

Vi consigliamo caldamente di spezzare la settimana in due parti e di variare gli esercizi. Ad esempio, di lunedì e martedì vi dedicate al cardio e dal mercoledì al venerdì pensate alla tonificazione e al rafforzamento. In questo modo, non perderete facilmente la motivazione.

Stabilire degli obiettivi mensili

Ogni qual volta si comincia una nuova missione, è di fondamentale importanza definirne gli obiettivi. Cosa vi aspettate dal vostro allenamento indoor?

Riflettete sulle vostre aspettative generali e stabilite degli obiettivi raggiungibili. Magari, un ulteriore incentivo può essere dato dalle app che vi aiutano a monitorare i vostri successi, come il contapassi o il contacalorie.

I propositi non devono per forza avere a che fare con il fisico, ma possono anche riguardare la psiche.

Un obiettivo mensile, ad esempio, potrebbe anche essere quello di arrivare con successo al trentesimo giorno senza aver disobbedito nemmeno una volta al programma di allenamento. Non dimenticate che l’attività fisica è un esercizio anche per la mente!

Scegliere il locus e adibirlo

Non dovete contattare un’impresa edile e far costruire una stanza apposita, ma, vi suggeriamo di scegliere un luogo specifico, quello che credete più adeguato, e spostare tutti i vostri attrezzi lì.

Così facendo, non dovete trasferirvi ogni giorno con tutti gli strumenti sportivi da una stanza all’altra.

Inoltre, se vi adattate in un solo luogo, sarà anche più semplice concentrarvi. Vedrete, il work-out diventerà molto meno severo. Ovviamente, se potete usufruire di uno spazio all’aperto, ancora meglio!

Dopo il bastone… la carota!

Mai sottovalutare la ricompensa. La fase dura di ogni lavoro è seguita sempre da una fase dolce: godetevela!  Datevi tregua, di tanto in tanto. Prendetevi due giorni liberi (il sabato e la domenica, per esempio).

Durante quei giorni dimenticate tutto, perdete la bussola che vi porta dalla camera da letto alla stanza dedicata alla home fitness. Solo così potete stare sicuri di ricominciare la settimana con un atteggiamento propositivo e disciplinato.

Infine, fatevi anche un regalo. Le tempistiche della consegna le decidete voi, e anche il tipo di regalo. Qualsiasi esso sia, l’importante è che vi faccia sentire gratificati.

Avere cura di noi stessi non significa soltanto mantenere la forma fisica, ma anche coccolarci con ciò che più ci appaga.

Siete a dieta? avete finalmente deciso di prendervi cura del vostro corpo e siete pronti a zittire per sempre il carattere impertinente del palato? se state pensando di eliminare del tutto gli snacks, fermatevi un attimo e leggete cosa abbiamo da dirvi: gli snacks vi aiutano a rimanere in forma!

Quindi, tranquilli, potete, anzi dovete, fare merenda anche se avete intenzione di dimagrire, o di prestare maggiore attenzione alla vostra salute fisica.

È consuetudine selezionare il cibo in case all’apporto calorico. Tutti l’abbiamo fatto: ricerchiamo tra le righe dell’etichetta sulle confezioni quel numero che precede la sigla Kcal, e, in base a questo decidiamo se comprare il prodotto oppure lasciar stare.

Tuttavia, non è esattamente così che dovrebbe andare. Le calorie non sono il mostro da cui dobbiamo scappare, anzi, esse sono molto importanti per il corretto funzionamento del corpo, in quanto ci forniscono l’energia di cui abbiamo bisogno per vivere.

Mettete per un attimo da parte la fobia delle calorie e concentriamoci sul valore nutrizionale del cibo. Vogliamo spiegarci meglio. Alcuni cibi possono essere altamente calorici, ma, allo stesso tempo, essere salutari.

Altri, invece, nonostante abbiano lo stesso apporto calorico, sono tossici. Come mai? perché mancano delle sostanze nutrienti necessarie.

Alimenti con grosse quantità di zucchero, farina raffinata, grassi saturi e ingredienti artificiali, contengono quasi soltanto calorie vuote, ovvero, calorie inutili: quelle da evitare.

Quali sono, allora, le calorie sane? quelle che forniscono proteine magre, grassi monoinsaturi e polinsaturi, carboidrati complessi, e, in generale, tutti i cibi freschi e non trattati.

Pensate davvero che non esistano snacks calorici e salutari? esistono, eccome! Scopriamoli insieme.

Avocado, burro d’arachidi e hummus

Gli snacks calorici non devono essere eliminati. Dovreste, piuttosto, andarci piano con le merende non-nutritive come patatine fritte, caramelle e bibite gassate.

Insomma, dimenticate il junk food, e optate per un freschissimo avocado!
100 grammi di questo frutto ammontano a 160 calorie, eppure, includere l’avocado nella vostra dieta non può che costituire un beneficio, poiché è ricco di fibre e di vitamine, minerali e antiossidanti.

Potete condire l’avocado con limone e pepe, o anche, dare un’occhiata alle ricette per fare il guacamole!

Un’altra merenda deliziosa e salubre è il burro d’arachidi fatto in casa. La crema canadese a base di arachidi è davvero rifocillante. Burro d’arachidi è, infatti, sinonimo di proteina: uno dei macronutrienti più importanti.

Il suggerimento che vi diamo è di spalmare due cucchiai di pasta d’arachidi su una mela tagliata a fettine. In questo modo guadagnerete 267 calorie senza danneggiare il vostro organismo.

Verdure e legumi di pomeriggio si trasformano in ottimi snacks. L’idea è quella di accoppiare alcune verdure fresche come i broccoli, il radicchio o i peperoni con l’hummus, la crema di ceci a cui tradizionalmente si aggiunge la salsa tahina, l’olio d’oliva e i semi di sesamo.

Il risultato vi farà chiedere perché fino a quel momento avete preferito le patatine in busta al gusto di paprika!

Frutta secca e yogurt greco

Grosso potere energetico è attribuito anche alla frutta secca. Si tratta di una merenda semplice, veloce e con alto valore nutrizionale, seppur mediamente calorica.

Mettete un pugno di mandorle, noci o anacardi in una ciotolina e gustatevi il vostro spuntino fatto di calorie sane, minerali e fibre.

Ovviamente, bisogna fare sempre attenzione alle quantità: una manciata di noci di troppo potrebbe mettere a repentaglio tutto. La quantità, infatti, rappresenta una minaccia per il ritmo alimentare sano che state provando a mantenere.

Infine, yogurt greco! Quest’ultimo è pieno di proteine, calcio, magnesio, e potassio. E non manca di calorie!

Il consiglio che vi diamo è quello di aggiungere allo yogurt alcuni frutti di bosco, in modo da compensare l’acidità con un pizzico di dolcezza. 200 grammi di yogurt bianco con 70 grammi di mirtilli equivalgono a 180 calorie.

Vogliamo sottolineare, per concludere, l’importanza di rivolgersi a un professionista prima di mettere le mani sulla vostra alimentazione.

Ogni persona ha uno stile di vita diverso che richiede attenzioni particolari. Non tutti abbiamo bisogno della stessa dose di energia!

Se fino a poco tempo fa si poteva ancora parlare di moda, quella della meditazione quotidiana è ora una vera e propria tendenza.

Basta un’occhiata ai dati che arrivano dagli Stati Uniti, dove il 14% della popolazione dichiara di praticare giornalmente la meditazione consapevole, vale a dire poco meno di 50 milioni di persone, quasi la popolazione dell’Italia intera.

Una tendenza che si afferma in questa maniera deve avere dei validi motivi a supporto: cosa ha convinto così tanti americani a prendersi del tempo per sé ogni giorno per meditare?

I benefici noti della meditazione sono molti, ciò che però potrebbe tenere ancora alla larga gli scettici è il fatto che spesso gli effetti positivi della meditazione sono avvolti da una sorta di alone mistico. Eppure le prove scientifiche non mancano, e sono piuttosto interessanti.

Vuoi coltivare la materia grigia? Medita!

Siete da sempre alla ricerca di un metodo efficace e legale per aumentare le vostre prestazioni cerebrali? Potreste trovare la soluzione… nel non fare niente.

Già perché la meditazione potrebbe essere vista in questa maniera, semplicistica ma utile per carpirne la natura: l’assenza di attività.

Durante la meditazione, infatti, l’attività cerebrale passa da onde corte e veloci, le onde beta, a onde lente e lunghe, onde theta e delta, tipiche della fase del sonno.

Proprio questo passaggio è alla base dei più noti benefici – scientificamente provati – della meditazione: riduzione dello stress e dei livelli di cortisolo nel sangue, abbassamento della pressione, diminuzione di ansia e paura.

Ma è stato dimostrato anche che durante questo stato di consapevolezza viene stimolata l’attività della corteccia prefrontale, l’area cerebrale deputata alla concentrazione e alla capacità di prendere decisioni.

Mindfulness, il segreto dei leader

Ecco perché la pratica di una breve meditazione quotidiana, preferibilmente al mattino appena svegli, è diventata l’asso nella manica di manager, celebrità, leader politici, campioni dello sport.

La pratica costante della meditazione aumenta concentrazione e memoria, potenzia la capacità decisionale e, secondo alcuni studi, può diminuire le dimensioni dell’amigdala, una ghiandola all’interno del cervello responsabile delle risposte emotive legate a paura e stress.

Penserete ora che bisognerà diventare delle specie di asceti per beneficiare di tutto ciò: sbagliato, bastano pochi minuti al giorno, anche solo 15 o 20, dicono gli esperti.

Non pensate al Budda in cima alla montagna, per iniziare basta davvero poco. I sostenitori della meditazione quotidiana affermano comunque che, una volta presa la buona abitudine, non se ne riesca a fare a meno, riuscendo con facilità a ritagliarsi anche 30 minuti al giorno tutti per sé.

Chi va piano

L’importante è partire “dal basso”. La rete pullula di proposte di diversi tipi di meditazione, e non mancano nemmeno le app da scaricare sullo smartphone.

Ma, assicurano sempre gli esperti, se non si sa come iniziare l’importante è… farlo, semplicemente. Sedersi in silenzio, a occhi chiusi o socchiusi, e concentrarsi sulle sensazioni del momento presente.

Osservarle, senza giudicarle o trattenerle, e lasciarle andare via. Bastano cinque minuti per iniziare: provare per credere.

Siete stanchi del solito work-out? State valutando l’idea di iniziare un nuovo allenamento, del tutto diverso? Se siete tra le persone che amano le avventure e il brivido dell’imprevisto, allora nella top 3 delle idee che vi sono balenate in mente c’è sicuramente il mountain biking.

Lungi dall’essere uno sport omogeneo, il mountain biking viene comunemente suddiviso in varie categorie: cross country, cicloescursionismo, enduro, downhill, freeride, slopestyle, dirt jumping e trial.

Non importa quale sia la variante che avete scelto: allenarsi con la mountain bike richiede, in ogni caso, resistenza fisica e mentale.

Non parliamo soltanto di potenza muscolare, ma anche di capacità di restare in equilibrio, o di saper comprendere quando e come muoversi appropriatamente.

Inoltre, le uscite in mountain bike possono rivelarsi particolarmente “movimentate”, e sono diversi gli imprevisti a cui bisogna essere pronti.

Insomma, la versione spericolata del ciclismo classico è l’allenamento perfetto per le persone autosufficienti, resistenti e determinate.

Se non vi riconoscete in questo primo identikit, non c’è niente da temere: potete approfittare del mountain biking per sviluppare o rafforzare tutte le caratteristiche sopra elencate!

Detto diversamente, se non siete ancora dei biker affermati e vi siete appena avvicinati al tema, procedete pure. Attenzione però: incominciate con cautela, seguendo dei semplici accorgimenti.

Acquisire familiarità con gli strumenti e i percorsi

Dopo aver scelto la vostra bici con cognizione di causa, vi consigliamo di familiarizzare il più possibile con essa, prima di addentrarvi nei percorsi più divertenti e pericolosi. Acquisire una buona padronanza con il mezzo è il primissimo passo da fare.

Ovviamente, non dimenticate di procurarvi, oltre al casco, anche gli altri strumenti di sicurezza: guanti, parastinchi, gomitiere. Tutti questi oggetti sono più che necessari nel momento in cui si decide di intraprendere un percorso off-road!

La fase di preparazione non finisce qui

I principianti assoluti farebbero bene a percorrere a piedi il trail che andranno ad affrontare successivamente in mountain bike.

Non c’è niente di male nel voler ispezionare preventivamente il terreno, prima di inoltrarsi in luoghi sconosciuti, soprattutto se siete alle prime armi e non vi sentite sufficientemente sicuri delle vostre capacità.

Familiarizzate, dunque, con i possibili ostacoli, con la lunghezza del percorso, e con il grado di difficoltà con cui vi confronterete nella fase della resa dei conti!

Esercizio graduale e costante

Non appena vi sentite sicuri e a vostro agio, potete iniziare a divertirvi sui percorsi fuoristrada. Il consiglio che vi diamo, però, è quello di iniziare la vostra nuova esperienza con la mountain bike a ritmo graduale.

Entrate nel mondo del mountain biking in punta di piedi, soprattutto se non siete per niente abituati all’attività motoria!

In realtà, tutti gli sport richiedono una fase preliminare; il mountain biking, però, in particolar modo.

Come abbiamo anticipato, questo tipo di allenamento è un po’ speciale, per cui partire in quarta, in preda all’eccitazione, non vi farà certamente bene.
Misurate l’allenamento in base al vostro fisico e alle vostre abitudini.

In linea generale, se siete dei newbies vi suggeriamo di uscire una o due volte a settimana, e di iniziare con i percorsi più semplici. Con il passare del tempo, poi, aumentate, piano piano, il carico di lavoro.

Graduale non significa una volta al mese, quando capita!

Un buon allenamento deve essere sempre costante. La costanza è un elemento fondamentale soprattutto per il mountain biking.

Dopo una o due uscite, a causa di un probabile impatto sconcertante, avrete l’istinto ad arrendervi: ricordate che se non prendete in mano le redini, non diventerete mai dei bravi ciclisti!

Abituate, dunque, il vostro cervello a uno degli allenamenti più duri, e fatelo progressivamente e con assiduità.

Tutti i giorni siamo bombardati da informazioni che possono facilmente nuocere la nostra salute mentale e la nostra tranquillità d’animo.

Cos’è che ci stressa precisamente? il lavoro, i colleghi, i figli, le decisioni, il sovraccarico di impegni, gli imprevisti… e chi più ne ha, più ne metta!
Persino quando tutto sembra andare per il verso giusto, c’è sempre qualcosa che ci attanaglia.

Perdiamo il lavoro, e quindi siamo stressati perché non siamo più finanziariamente indipendenti.

Abbiamo un lavoro che ci permette di vivere come vogliamo, ma siamo stanchi di sopportare le chiacchiere dei nostri colleghi e l’atteggiamento autoritario del nostro titolare.

Amiamo la nostra famiglia, però non ne possiamo più di accompagnare tutti i giorni i figli a scuola, a nuoto, a casa degli amici. Gli impegni giornalieri ci incupiscono, la routine ci atrofizza.

E vogliamo parlare dei mille messaggi che riceviamo ad ogni ora del giorno? essere costantemente rintracciabili è, senza ombra di dubbio, fonte di stress e ansia; e, anche se non ce ne accorgiamo, subiamo pesantemente le conseguenze di questa nuova modalità di comunicazione.

Insomma, chi più chi meno, siamo tutti quotidianamente impegnati nel contrastare lo stress quotidiano. Ma siamo sicuri che sappiamo davvero come proteggerci da ciò che ci rende tesi e affaticati?

Dietrofront, smettiamola di scappare dallo stress!

In linea di massima, si pensa che lo stress sia un mostro dal quale dobbiamo difenderci, scappando o nascondendoci.

Ciò che comunemente è considerato giusto fare è reprimere la tensione, sopraffare le preoccupazioni e calpestare l’energia che viene rilasciata nei momenti di sconforto.

In realtà, diversi studi hanno dimostrato che l’atteggiamento ostinato e testardo con il quale cerchiamo di eliminare le cause di stress, non funziona.

È stato osservato che ad essere nocivo per la salute non è tanto lo stress in sé, ma come ci comportiamo nei confronti di situazioni difficili che ci causano nervosismo e ansia.

Allora come dobbiamo reagire alle dosi giornaliere di stress? Dovremmo provare ad accogliere quelle emozioni che molti definiscono “negative”, invece di lavorare, invano, sulla loro rimozione.

Comprendere, accogliere e riutilizzare

Più nello specifico, bisogna, in un primo momento, comprendere e analizzare ciò che ci rende dei soggetti ansiosi e facilmente irritabili. Facciamo un esempio pratico.

Il fatto di avere un vicino di casa rumoroso può essere fonte di stress, perché, a causa di questa situazione, non ci è concesso dormire in pace o facciamo fatica a concentrarci durante il giorno.

Cosa fare? il primo passo è riconoscere l’esistenza del problema. Comprenderne le dinamiche, ed analizzarne l’effetto stressante.

Quello che non dobbiamo fare è cercare di non sentirci stressati, ovvero, chiudere le orecchie e fare finta di niente. Mentre comprendiamo le cause di stress, ci ammorbidiamo, e impariamo ad assumere un atteggiamento aperto al cambiamento.

Soltanto abbracciando la fonte di stress, possiamo capire come fare per liberarcene.

Dunque, il primo passo è: conosci il tuo nemico!

Le cause di stress possono essere un buon trampolino di lancio per le nuove opportunità! Quando siamo stressati il nostro corpo rilascia degli ormoni, come il cortisolo, l’adrenalina e la noradrenalina.

Queste sostanze innescano un aumento della frequenza cardiaca, e, in generale, ci mettono in stato di allerta, mantenendoci pronti ad agire. Ora, sta a noi decidere come utilizzare questa energia in eccesso.

Vogliamo adoperarla per migliorare e crescere oppure no? insomma, invece di reagire testardamente nei confronti dello stress, dovremmo approfittarne e riutilizzare quell’energia in modo funzionale ed intelligente.

Fermatevi un attimo a pensare alla storia del vicino di casa. Come potreste trarre vantaggio da quella situazione? quali sono le azioni e i pensieri che servirebbero a farvi sentire meglio e persino a cambiare le cose in positivo? proteggete quei pensieri, conservate quelle azioni, e scegliete di lavorare in quella direzione. Comprendete, accogliete e riutilizzate.

In sintesi, vorremmo suggerirvi di mettere fine alla guerra contro ciò che vi causa stress, e iniziare a pensare attivamente ai modi per trovare pace, partendo dal riconoscimento di quelle situazioni seccanti.

Vi sarà capitato, almeno una volta, di uscire con un gruppo di amici o colleghi appena conosciuti. Forse vi sarete accorti di quel ragazzo che fa sempre un mucchio di domande riguardo il luogo in cui organizzerete la cena.

Lui è quello che alle grigliate non viene mai, e che se viene si porta qualcosa da casa. Si tratta sempre di cibi con dei nomi impronunciabili, come seitan, quinoa o tempeh. Cosa sarebbe questo tempeh? E perché quel ragazzo rifiuta sempre il formaggio sulla pasta e il tiramisù a fine pasto?

“Hai qualche allergia?” gli chiedete, dopo averlo visto ordinare l’ennesima pizza alla marinara. Lui si gira, vi sorride, e con un pizzico di condiscendenza vi dice: “No, sono solo vegano!”
Cala il silenzio. Gli altri commensali si voltano verso di voi.

L’hai combinata grossa, dicono i loro sguardi. Adesso comincerà a spiegarti che gli animali sono amici e non cibo, che gli allevamenti intensivi sono il male, che la carne rossa provoca il cancro! Invece quel ragazzo non dice niente. Abbassa la testa, afferra una fetta della sua pizza senza mozzarella e si mette a mangiarla di gusto.

Le domande degli onnivori ai vegani

Il vegetariano, pur non consumando carne e pesce, non disdegna miele, latte, uova e maglioni di lana. Il vegano invece esclude dalla propria vita qualunque cosa provenga da un animale, diminuendo drasticamente il proprio impatto ambientale.

Possono esserci molti motivi dietro questo stile di vita: etica, salute, religione ed ecosostenibilità. Un vegano, nel corso della propria vita, si ritroverà spesso a spiegare ad amici e parenti le proprie motivazioni, soprattutto a quella nonnina che insiste col preparargli la pasta al tonno, perché tanto “non è carne”.

Non importa quanto un vegano possa mostrarsi felice della propria scelta e parlare con orgoglio dell’anidride carbonica che non è stata emessa nell’atmosfera grazie alla sua dieta, prima o poi il conoscente curioso di turno (e non si tratta quasi mai di un dietologo o di un nutrizionista) inizierà a domandare: dove prendi le proteine? Sei pallidino… Non ti manca il ferro? E la vitamina B12?

Il vegano, con un sorriso più o meno sincero, può rispondere di assimilare le proteine e il ferro da legumi e sostituti della carne (quei cibi dai nomi impronunciabili). La vitamina B12 è presente in molti cibi fortificati oppure negli integratori, così come l’omega 3.

“Sì, ho capito” potrebbe rispondere a quel punto l’onnivoro. “Ma vuoi mettere una bistecca vera con una di seitan? E poi cosa credi, che le piante non abbiano sentimenti?”

La risposta dipende molto dal livello di autoironia del vegano in questione. Può andare da un semplice: “Non lo so e non mi interessa”, fino al “Certo che ce li hanno! Per questo io mangio solo i sassi!”

Cosa mangia davvero un vegano?

Ci sono vegani che mangiano quotidianamente pasta al pomodoro, insalata e frutta, mentre altri pranzano con spaghetti al pesto di spinaci, cavolfiore speziato arrostito e tortino di mele cotto in forno.

Molto dipende dalla voglia di cucinare del singolo, come in qualunque tipo di dieta. Per gli onnivori curiosi e i vegani/vegetariani in cerca di ispirazione, Intenet è sempre la risorsa più preziosa, soprattutto quando si tratta di cercare una video ricetta: https://www.wearesovegan.com

In fondo, un vegano non può mangiare una fiorentina, ma non è detto che un onnivoro non possa apprezzare una lasagna al ragù di soia!

La perdita di energia e il senso di spossatezza sono molto comuni, soprattutto per chi conduce una vita frenetica e stressante. Il lavoro, la gestione della famiglia e gli impegni personali sono spesso un carico troppo elevato da gestire.

Se a tutto questo, viene aggiunta anche un’alimentazione scorretta e una mancanza di esercizio fisico per il benessere del corpo e della mente, il carico sembrerà ancora più pesante.

L’importanza di un’alimentazione corretta

Spesso, non si presta molta attenzione a ciò che mangiamo, soprattutto quando il tempo a disposizione per cucinare è poco e non si avrebbe comunque il tempo di godersi il proprio pasto durante la pausa pranzo. Una dieta costituita da cibi preconfezionati è dannosa per il nostro corpo in quanto non introduce gli elementi di cui abbiamo bisogno, tra cui fibre, ferro, vitamine, omega 3 e minerali.

Per evitare di sottoporre il nostro corpo e il nostro cervello a perdite e mancanze di energia durante la giornata, è bene introdurre alimenti nella nostra dieta che forniscano il giusto quantitativo di energia ad ogni pasto. Ad esempio, frutta e verdura a foglia verde forniscono energia che il nostro corpo assumerà immediatamente; germogli e cereali integrali ci forniranno molte vitamine.

Per avere un’idea di quali sono i cibi che forniscono più energia e che quindi non dovrebbero mancare nelle vostre diete, è bene consultare un dietista o il medico di base. In ogni caso, potete dare un’occhiata a questo articolo: chi meglio degli esperti de “Il giornale del cibo” potrebbe consigliare 10 fantastici cibi energetici?

L’esercizio fisico rende più energetici

Sembrerà strano, ma praticare sport ed esercizio fisico regolarmente, ci farà sentire più energici e forti. Oltre all’azione di scarico dello stress attraverso il movimento, l’attività fisica fa produrre al corpo le endorfine: i cosiddetti ormoni della felicità. E lo sappiamo tutti: quando si è felici, si è anche più energici!

Inoltre, è un’idea comune che sottoporre il proprio corpo ad una seduta di allenamento a fine di una giornata piena di impegni e stancante sia sbagliato. In realtà, è dimostrato da moltissimi studi che le persone traggono un beneficio e benessere generale sul corpo e la mente dopo anche solo mezz’ora di esercizio fisico dopo il lavoro o prima di andare a dormire.

E’ infatti noto che chi compie attività fisica, mirata e abitualmente, riesce ad addormentarsi più velocemente di chi compie una vita più sedentaria e che il ciclo del sonno è molto più regolare e completo. Inoltre, grazie al movimento, il cervello riesce letteralmente ad ossigenarsi.

Curiosità e consigli utili

In generale, per ritrovare l’energia e liberarsi del senso di stanchezza è necessario cercare di distribuire il carico in modo ottimale: dedicarsi al benessere della propria persona ogni giorno, magari rilassandosi con un bagno caldo e leggendo un libro; lavorare in modo efficiente durante l’orario di lavoro e supportare corpo e mente con esercizio fisico e alimentazione sana e variegata.

Inoltre, il consumo di alcolici e super alcolici è il vostro peggior nemico quando si tratta di combattere la spossatezza. Queste bevande tendono ad affaticare il fegato e l’apparato digerente, utilizzando più energie del dovuto per la digestione: energie che quindi non saranno disponibili durante la giornata.

Può sembrare un controsenso parlare dei benefici di praticare un’attività in solitudine in un momento storico come questo, in cui tutti subiamo a vario titolo gli effetti del distanziamento sociale.

Eppure passeggiare da soli, soprattutto in un contesto naturale, può farci bene sotto molti punti di vista e aiutarci a smaltire parte dello stress accumulato in questi difficili mesi.

Già, ma perché? Diciamolo: tutti mordiamo il freno per tornare ad avere una vita sociale normale, come può farci bene isolarci ancora di più? Il motivo è da ascriversi agli effetti che una passeggiata da soli nella natura può avere sul cervello.

Effetti che, per potersi verificare, hanno bisogno di un ingrediente imprescindibile: la silenziosa solitudine. Questa, combinata con la moderata attività fisica, è il segreto del potenziale antistress di una camminata da soli.

Il ruolo dei neurotrasmettitori

Sono l’arma segreta di chi pratica sport con costanza: le endorfine, i neurotrasmettitori della felicità. Queste sostanze chimiche entrano in gioco in maniera importante dopo uno sforzo fisico di una certa durata, procurando una sensazione di euforia e blanda sonnolenza, che in una parola potremmo definire “appagamento”.

Il corpo si assuefa in fretta a questa sensazione di benessere ed è per questo che chi pratica sport a un certo livello, solitamente non riesce a farne a meno.

Le endorfine entrano in gioco anche durante una semplice passeggiata nella natura: camminare all’aria aperta e godersi un bel paesaggio sono attività che ne stimolano il rilascio e allo stesso tempo inibiscono la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress per eccellenza.

Ecco perché dopo che avremo svolto una bella passeggiata durante il giorno, alla sera dormiremo meglio: le endorfine e i bassi livelli di cortisolo favoriscono il buon sonno.

Liberare la mente

Se passeggiare, magari a buon ritmo, è salutare anche quando fatto in compagnia di qualcuno, la possibilità di essere da soli e non dover sostenere discorsi di qualsivoglia natura apporta un beneficio in più.

Quando infatti la nostra attenzione non è richiamata da nient’altro – il dialogo con una persona, le notifiche dello smartphone, il cane da gestire al guinzaglio – ci diamo la possibilità di riposare davvero la mente.

Lasciando spazio al flusso libero di pensieri, quella bellissima sensazione a cui si fa riferimento quando si parla di “svuotare la mente”, non siamo più noi a decidere cosa pensare; la mente vaga libera e ciò favorisce l’introspezione. E ci portiamo a casa anche un importante beneficio: l’esercizio fisico moderato migliora la funzionalità di due specifiche aree del cervello, la corteccia prefrontale e l’ippocampo.

La solitudine che sottovalutiamo

Viviamo in un mondo iperconnesso: non ci facciamo più caso, proprio perché… siamo sempre connessi. Ci siamo dimenticati quanto sia benefico – e necessario – stare da soli con noi stessi.
L’essere sempre presenti, sempre disponibili, sempre raggiungibili è fonte di continuo stress per il nostro organismo; concediamoci dunque una camminata rigenerante, da soli, al cospetto della maestosità della natura.

Uno studio inglese ha rilevato le emozioni provate da gruppi di persone che camminavano in contesti differenti: centro commerciale, città, natura. Non sorprenderà il fatto che l’unico gruppo con emozioni di segno positivo era quello che passeggiava immerso nella natura. Emozioni positive, neurotrasmettitori della felicità e sonno ristoratore: per combattere lo stress, basta una bella camminata in compagnia di sé stessi.

Ogni anno, non appena la natura si risveglia, milioni di persone iniziano a starnutire, tossire, lacrimare e a grattarsi la zona degli occhi.

Non importa dove ci troviamo o cosa stiamo facendo: i granuli pollinici interagiscono con il nostro organismo e quest’ultimo, molto spesso, reagisce male.

Insomma, seppur bella e affascinante, la primavera e anche l’estate porta con sé diversi fastidi fisici che possono limitare quotidianamente le prestazioni di molti di noi.

Sono tante le opzioni che abbiamo a disposizione per alleviare i fastidi causati dall’allergia primaverile. Prevedibilmente, la maggior parte delle persone sceglie gli antistaminici.

Tuttavia, questi ultimi possono causare sonnolenza e stanchezza, oltre a farci sentire più nervosi e irritabili.

In alternativa a questi farmaci, esistono diversi rimedi naturali che vanno dall’omeopatia all’assunzione di cibi ricchi di sali minerali e vitamina C, i quali contribuiscono a portare a zero la produzione di istamina.

Nel contesto dei rimedi naturali, oltre ai cibi e alla medicina alternativa a cui abbiamo fatto brevemente riferimento, si inseriscono anche gli infusi e i decotti.

Alcune foglie o radici, infatti, per le loro proprietà, possono alleviare in maniera considerevole il fastidio dato dai sintomi dell’allergia ai pollini.
Nei prossimi paragrafi avrete modo di conoscere l’identità di alcuni di questi infusi.

Spoiler: gli ingredienti sono facilmente recuperabili. Forse la soluzione per contrastare i sintomi allergici la trovate proprio nel vostro giardino o, al massimo, in cucina!

Curcuma e zenzero: due radici salvifiche

Se volete lasciare gli antistaminici nel cassetto e provare nuove tecniche per combattere l’allergia primaverile, poteste provare a trarre giovamento delle proprietà antinfiammatorie, antibiotiche e immunostimolante della curcuma.

Questa pianta erbacea, originaria dell’Asia sud-orientale, è un vero e proprio disinfettante naturale.

Tra le altre cose, la curcuma può essere utilizzata per ottenere sollievo dai sintomi allergici. Come funziona? versate un cucchiaio di radice di curcuma grattugiata in un pentolino di acqua bollente. Lasciate cuocere a fiamma bassa per un quarto d’ora, e il gioco è fatto!

Il procedimento è molto simile per quanto riguarda lo zenzero. L’infuso a base di zenzero è un toccasana per gli allergici!

Grazie alle sue proprietà antistaminiche e antiflogistiche, la radice dello zenzero vi libererà dai fastidi respiratori e dal prurito avvertito in gola.

Tagliate quattro o cinque pezzettini di radice e immergeteli nell’acqua bollente, lasciando cuocere a fiamma media fino a ebollizione, e successivamente per altri due minuti a fiamma bassa.

Per potenziare il vostro infuso, vi consigliamo di aggiungere anche tre grani interi di pepe nero e metà stecca di cannella!

Nei giardini non mancano mai: basilico e ortiche

Anche le foglie che popolano i nostri giardini hanno effetti rilassanti e possono rappresentare dei legittimi sostituti dei farmaci che calmano i sintomi delle allergie.

Il basilico, infatti, contiene proprietà antistaminiche e antinfiammatorie. Per questo, potreste provare a utilizzare questa pianta non soltanto per rendere le vostre pietanze più profumate, o per fare il pesto, ma anche per preparare una tisana calda che vi aiuterà a fronteggiare gli effetti sgraditi della primavera.

È vero, vi stiamo proponendo una bevanda dal sapore insolito: che ne dite di aggiungere un cucchiaino di miele?

L’ortica contiene quercetina, questo vuol dire che potete utilizzare le sue foglie e preparare un decotto, in modo da ridurre l’intensità con cui starnutite e tossite durante una crisi allergica.

Lasciate le foglie in ebollizione per una decina di minuti, dopodiché filtrate e sorseggiate il vostro infuso di ortiche.

Sarebbe il caso, infine, di stringere una sincera amicizia con questo tipo di tisane: se iniziate a berle già in inverno, gli effetti sul vostro organismo saranno ancor più massicci!

Ormai è un dato di fatto: a tavola ci si può anche curare. O meglio, si possono gettare le basi per un benessere duraturo.

Siamo ciò che mangiamo, lo sapevano gli antichi e oggi lo riscopriamo anche noi; non bisogna essere scienziati per godere dei benefici di una sana alimentazione, anche se ovviamente la formulazione di un regime alimentare è appannaggio di professionisti.  È sufficiente conoscere le proprietà dei cibi per sfruttarne le potenzialità.

Una categoria particolare di alimenti, che negli ultimi anni ha suscitato crescente attenzione, è quella dei cibi cosiddetti depurativi.

Si tratta di frutta, verdura e spezie che hanno la capacità di pulire il nostro organismo, favorendo l’eliminazione di tossine e altri composti nocivi che introduciamo noi stessi con l’alimentazione o che assumiamo involontariamente dell’ambiente.

Ma prima di parlare di frutta e verdura non si può ignorare la regina della depurazione: l’acqua.

Tutto ha origine dall’acqua

L’acqua è fondamentale per la vita, si consideri che un uomo adulto è composto al 60% circa da acqua.

L’acqua è anche il primo e principale alleato per la depurazione del nostro corpo: un’acqua correttamente mineralizzata, ricca cioè di sostanze utili al nostro benessere quali magnesio e potassio, può aiutare a depurare l’organismo e a eliminare le tossine tramite la funzione urinaria.

Bere almeno 1,5-2 litri al giorno di acqua è importante, anche sotto forma di tisane o tè.

A proposito di tè, un vero elimina-tossine è il tè verde, noto da tempo anche per le sue proprietà antiossidanti in quanto combatte i radicali liberi. Può sostituire il caffè, che invece nonostante la sua bontà non trova posto nella lista degli alimenti che ci aiutano a depurare il corpo.

Il massimo dei benefici lo offre il tè matcha, il re dei tè verdi, che sorpassa di gran lunga quelli nelle tradizionali bustine per quanto riguarda il contenuto di antiossidanti, sali minerali e polifenoli.

Verde, il colore della salute

Se intendete depurarvi tramite ciò che mettete nel piatto, la parola d’ordine è verde: questo è il colore delle verdure con più potenzialità depurative. Crucifere in testa: broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, verze e cime di rapa si distinguono tutti per il loro contenuto di zolfo e di composti fitochimici che aiutano a disintossicarci dalle tossine.

Il carciofo è usato sin dall’antichità per depurare e rigenerare le cellule del fegato, mentre l’asparago favorisce la diuresi.

Passando ai colori chiari, aglio e cipolla sono un toccasana per la circolazione sanguigna, l’aglio in particolare stimola la produzione epatica di enzimi disintossicanti.

Il limone è da sempre il re dei rimedi naturali per la digestione: il suo elevato contenuto di vitamina C lo rende indicato anche per la depurazione, dato che questa vitamina è indispensabile per catturare le tossine ed eliminarle dall’organismo.

Super food: mito o realtà?

Negli ultimi anni sono stati protagonisti di un vero e proprio bombardamento a livello di marketing: zenzero, curcuma, bacche di Goji e di Acai sembravano poter curare qualsiasi patologia.

Al di là delle esagerazioni, lo zenzero aiuta lo stomaco a eliminare le tossine, la curcuma fa la stessa con il fegato mentre bacche di Goji e di Acai sono ricchissime di antiossidanti e vitamine.

Non fanno miracoli, ma certamente in ottica depurativa un loro consumo regolare è di grande aiuto.